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Ecco come la pensano gli abitanti di Cassola: paese del Veneto dove la PA vuole costruire un Gassificatore.

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Aria e inquinamento: il contributo del trattamento dei rifiuti.

NO al Gassificatore: i motivi spiegati dal refetente “energia e rifiuti” del WWF Veneto

Facendo seguito ad alcuni suggerimenti di gasisti in merito all’iniziativa di esprimere il parere della nostra associazione sull’ipotesi di costruire un Gassificatore alla Ramognina (primo entroterra di Varazze) ho fatto una breve ricerca sul web per vedere se si trovassero informazioni approfondite sull’impatto di questi impianti su salute e ambiente.

Ho incontrato il comitato di un paese veneto, Cassola, che è nella nostra stessa situazione e ci siamo scambiati pareri ed informazioni.

Questo è quello che mi scrive il referente per la comunicazione di questa associazione:

“Salve Erika, noi abbiamo lottato meno di 20 anni fa per far chiudere una cava che doveva essere solo di inerti invece è finito dentro di tutto! e ora l’amministrazione ci presenta questo bel pacchetto!! comunque entro domani pubblicheremo nel sito alcuni documenti forniti dal dott. Gianluigi Salvator referente energia e rifiuti WWF Veneto e consigliere WWF Alta Marca, in cui ci sono gli studi ambientali effettuati su inceneritori  e Gassificatori mentre qui http://www.youtube.com/user/GassificatoreCassola puoi vedere l’assemblea informativa che abbiamo fatto giovedi 29 marzo a Cassola (VI) dove sempre il prof. Salvador discute di tutto questo, è un pò lungo il video ma ne val la pena. Nemmeno noi in rete abbiamo trovato studi scientifici e medici su questo tipo di impianti perchè quelli costruiti e quelli che stanno proponendo sono ancora in via sperimentale, forse anche da voi hanno elencato come fiore all’occhiello il gassificatore a Eittin, Monaco di Baviera, bhè non siamo in grado di trovare alcuna informazioni su quell’impianto, ci sono arrivate voci che lo stanno smantellando, ma sono voci di corridoio. In rete si trovano studi medici (Disastrosi!!) su gassificatori degli anni 90, ma tieni conto che sono passati 20 anni; Ad ogni modo troviamo pareri positivi al gassificatore (dalle amministrazioni e da chi li costruisce) e negativi (dal wwf, lega ambiente, tecnici, oncologi).

….

Ma il problema non è il gassificatore in se stesso, come tipo di impianto tutto sommato funziona bene se il rifiuto inserito è correttamente trattato e smistato, ma il grosso problema è tutto quello che sta prima, cioè lo stoccaggio di una quantità enorme di rifiuti pericolosi e tossici, il tipo di rifiuto inserito nel reattore, il suo trattamento ed il controllo di cosa ci mettono dentro perchè il nostro essendo privato ha un minor controllo sui tir che arriveranno.

A disposizione
Giuseppe Milani
Coordinamento Comunicazione online Comitato No Gassificatore a Cassola (VI)”

A questo punto ritengo occorra invocare il “Principio di Precauzione”  come regola imprescindibile e doverosa delle scelte della Pubblica Amministrazione varazzina in materia di trattamento dei rifiuti!

Erika

 

IL COMUNICATO STAMPA DEL WWF CONTRO L’IPOTESI DEL GASSIFICATORE A VARAZZE

IL WWF CONTRARIO AL GASSIFICATORE: COSI’ NON SI AUMENTA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

In merito alla previsione di una possibile realizzazione di un gassificatore a Varazze presso la discarica della Ramognina, il WWF – Liguria esprime piena contrarietà e preoccupazioni.

“In Liguria non abbiamo ancora impianti che producano incenerimento dei rifiuti e questa è un’opportunità anche economica che il mondo politico deve saper cogliere”, dichiara Piombo Marco, Presidente del WWF Liguria.

Costruire un gassificatore significa privilegiare lo smaltimento e non la riduzione e riciclo, soprattutto perché le nostre amministrazioni tra cui Varazze non hanno fatto alcuno sforzo, né di pianificazione né di investimento mirato come ad esempio nel porta a porta, per aumentare in maniera significativa la raccolta differenziata, basti pensare che la percentuale della raccolta differenziata comunale si attesta al di sotto del 20%,  in pieno contrasto con le direttive emanate dalla normativa ambientale nazionale e comunitaria .

Assente qualsiasi seria politica di riduzione, riciclo, riuso e recupero dei materiali.

Un gassificatore, anziché un altro impianto di incenerimento, non diminuirà il rischio di inquinamento ambientale. Si tratta di tecnologie complesse, difficili da far funzionare correttamente e che presentano ancora molti problemi,sono inoltre accompagnate da emissioni di nanoparticelle e comunque capaci di produrre un ampio spettro di sostanze fortemente inquinanti (tra cui anche le diossine). Un rischio per la salute in particolare per le giovani generazioni e per l’intero equilibrio del ciclo vitale.

Il WWF ribadisce perciò con forza che esistono alternative al gassificatore e a qualsiasi impianto di incenerimento dei rifiuti.

Facendo riferimento al proprio documento di posizionamento nazionale, il WWF propone investimenti nel ciclo di gestione dei rifiuti dalla raccolta differenziata alla ridestinazione dei materiali attraverso l’uso di piattaforme di selezione che permettano controllo dei flussi e reimmissione dei rifiuti nel ciclo produttivo o/e distributivo.

Semmai l’ammministrazione comunale si preoccupi di attenersi alle direttive nazionali e comunitarie in materia di raccolta differenziata e di provvedere al ripristino ambientale della discarica .


WWF Sezione Liguria – 
Marco Piombo