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L’AUTO AD ARIA COMPRESSA E’ SEMPRE PIU’ UNA REALTA’ E SARA’ PRODOTTA IN SARDENGA

Air-Pod auto ad aria compressa, verso produzione in Sardegna

Stabilimento entro fine anno nel Nuorese

20 settembre, 17:40

ROMA – Sardegna all’avanguardia sul fronte dell’eco-mobilità. Dopo l’anteprima nazionale del luglio 2012, Air-Pod, il veicolo che funziona ad aria compressa, torna di attualità nell’ambito dell’European mobility week, che si svolge da oggi e fino al 22 settembre presso il terminal crociere del porto di Cagliari e presso il municipio di via Venezia a Quartu Sant’Elena. Air-Pod nasce da un progetto della francese MDI SA di cui la Air Mobility di Cagliari è licenziataria unica per l’Europa e verrà infatti prodotta – secondo quanto annunciato – entro l’anno negli stabilimenti, in fase di allestimento, a Bolotana (Nuoro) nella Sardegna centrale. Una soluzione low cost e anti-crisi: prezzi molto bassi, emissioni zero o molto limitate, con una velocità massima di 80 km/h e un’autonomia – si legge nella brochure di presentazione – pari a 120 chilometri con un ‘pieno’ con il propulsore da 7 kW mono energy (solo con l’aria compressa nel serbatoio) e 300 chilometri con il motore dual energy (che provvede al il riscaldamento dell’aria) ed un costo di 4 euro. La gamma Air-Pod si articolerà su quattro modelli: standard, con quattro posti e spazio per i bagagli, cargo, baby e golf.

Piccola, superecologica, e molto maneggevole (il raggio di sterzata è di 1,9 metri) la nuova mini auto ad aria compressa è riuscita ad entrare anche all’interno del Terminal crociere del porto di Cagliari, passando attraverso le porte scorrevoli per la presentazione ufficiale. Air-Pod potrebbe essere il futuro degli spostamenti in città.

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Scoperto un fascicolo di 400 pagine che documenta l’inquinamento provocato dalla centrale a carbone di Vado Ligure

DENTRO QUALI CASSETTI?

Quattrocento pagine.

Non, poche. Difficili da nascondere, penserete?

Quattrocento pagine di documenti riferiti al biomonitoraggio ambientale prescritto dal Ministero dell’Ambiente nel 2006/2007 a Tirreno Power per consentire la costruzione del gruppo a ciclo combinato nel territorio di Vado Ligure, dove già da decenni esistevano i due gruppi a carbone, sforniti di autorizzazione integrata ambientale.Sei anni dopo la Rete savonese” fermiamo il carbone”, ne scopre l’esistenza e la comunica ai Comuni interessati: quelli di Vado e di Quiliano.Ovviamente i Sindaci attuali non sono quelli di allora, ma in quei Comuni nessuno sa niente.

Niente sa l’assessore di allora Verdino che sostiene di essere venuto a conoscenza, allora, dello studio dell’IST, che non era certo foriero di buone notizie.

Il responsabile dell’ufficio ambiente del Comune di Vado, Sandro Berruti, sostiene di aver chiesto , per tempo, ad ARPAL i risultati dello studio, e  che questi , prima di essere utilizzati devono essere rielaborati da tecnici specializzati di cui il Comune non dispone e che , l’inquinamento di cui si parla non è diffuso, ma concentrato solo in alcune zone e quindi difficile da correlare ad attività presenti sul territorio.

Ma qui non si parla d’inezie, né delle solite sostanze che spesso vengono correlate al traffico cittadino .

Qui si parla di un altissimo tasso d’inquinamento da metalli pesanti, soprattutto riscontrato nei licheni in quasi tutto il territorio che gravita intorno alla centrale a carbone.

Qui si parla di: continua a leggere l’articolo su Trucioli Savonesi

Inquinamento dell’aria e salute: la GasSa invita tutti sabato 29/06 a parlarne con Luca Mecalli

LA SALUTE NON HA COLORE POLITICO

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La P.A. varazzina da un parte dice no al carbone e dall’altra fa gli accordi con chi, proprio con quel carbone, ci rovina la salute.

Mentre da una parte il nostro comune si dichiara contro il raddoppio dei blocchi a carbone della centrale Tirreno Power, dall’altra sigla un accordo con Sorgernia (i proprietari della centrale Tirreno Power di Vado: verificate di persona dal sito della Sorgenia cliccando qui) per l’installazione di pannelli solari sul territorio comunale e si trasforma, per l’occasione, in promoter della società privata di produzione elettrica alla quale dobbiamo tanti morti nella Provincia di Savona.

E’ lodevole che il Comune di Varazze investa in energia solare, ma doveva proprio farlo favorendo un soggetto che del nostro territorio fa scempio da decenni?

Da leggere il comunicato stampa pubblicato nel settembre scorso e reperibile a tutt’oggi sul sito del Comune di Varazze cliccando qui

Erika