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Firmiamo tutti la diffida alla riapertura dei gruppi a carbone di Tirreno Power

IMPORTANTE: RICEVO ORA E PUBBLICO CON URGENZA

C’è il rischio che i gruppi a carbone di Tirreno Power ottengano una nuova autorizzazione a funzionare, con miglioramenti e adeguamenti che la stessa azienda aveva dichiarato impossibili.
http://www.ivg.it/2014/09/tirreno-power-gli-enti-usano-il-metodo-costa-concordia-per-ottenere-la-nuova-aia/
Appare quanto mai urgente inoltrare la diffida preparata dall’ Avv Ceruti.
L’ Avv Suffia e l’avv Ceruti stanno lavorando per la versione definitiva della diffida;
non possiamo firmarla genericamente come rete ma ci vogliono le firme di associazioni con personalità giuridica o di singoli cittadini.
Diamo la nostra disponibilità al più presto, contattando anche parenti e amici, per firmare la diffida: inviate una mail a unitiperlasalute@libero.it .
Alla luce di quanto deliberato dalla regione è molto molto urgente
Si propone di mettere in indirizzo il Ministro dell’Ambiente, Grillo, Lo Presti, Presidente della Regione e della Provincia ed i Sindaci.
Dobbiamo fare il massimo perchè lunedì possa partire il documento
per favore date riscontro ad uniti per la salute.

Per maggiori informazioni visita il sito www.unitiperlasalute.blogspot.it

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Scoperto un fascicolo di 400 pagine che documenta l’inquinamento provocato dalla centrale a carbone di Vado Ligure

DENTRO QUALI CASSETTI?

Quattrocento pagine.

Non, poche. Difficili da nascondere, penserete?

Quattrocento pagine di documenti riferiti al biomonitoraggio ambientale prescritto dal Ministero dell’Ambiente nel 2006/2007 a Tirreno Power per consentire la costruzione del gruppo a ciclo combinato nel territorio di Vado Ligure, dove già da decenni esistevano i due gruppi a carbone, sforniti di autorizzazione integrata ambientale.Sei anni dopo la Rete savonese” fermiamo il carbone”, ne scopre l’esistenza e la comunica ai Comuni interessati: quelli di Vado e di Quiliano.Ovviamente i Sindaci attuali non sono quelli di allora, ma in quei Comuni nessuno sa niente.

Niente sa l’assessore di allora Verdino che sostiene di essere venuto a conoscenza, allora, dello studio dell’IST, che non era certo foriero di buone notizie.

Il responsabile dell’ufficio ambiente del Comune di Vado, Sandro Berruti, sostiene di aver chiesto , per tempo, ad ARPAL i risultati dello studio, e  che questi , prima di essere utilizzati devono essere rielaborati da tecnici specializzati di cui il Comune non dispone e che , l’inquinamento di cui si parla non è diffuso, ma concentrato solo in alcune zone e quindi difficile da correlare ad attività presenti sul territorio.

Ma qui non si parla d’inezie, né delle solite sostanze che spesso vengono correlate al traffico cittadino .

Qui si parla di un altissimo tasso d’inquinamento da metalli pesanti, soprattutto riscontrato nei licheni in quasi tutto il territorio che gravita intorno alla centrale a carbone.

Qui si parla di: continua a leggere l’articolo su Trucioli Savonesi

Dal Sito di Transition Italia un articolo interessante sulle Quote Energetiche Commerciabili

Qualche tempo fa Cristiano aveva pubblicato un articolo dal titolo “Razionare l’energia?”  relativo alle TEQs, un documento commissionato e seguito da un gruppo trasversale ufficiale di parlamentari inglesi, che si è occupato per anni in maniera approfondita e pragmatica, del doppio problema del Picco del petrolio e del Cambiamento climatico.

Solo pochi mesi fa infatti, nel nostro paese, abbiamo potuto sperimentare quali rapide e paralizzanti conseguenze possano avere, sul vivere quotidiano e sulle attività produttive, una prolungata scarsità di combustibili e di approvvigionamenti alimentari, sopratutto quando uniti alla manifestazione di fenomeni climatici eccezionali.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui

Ecco come la pensano gli abitanti di Cassola: paese del Veneto dove la PA vuole costruire un Gassificatore.