Domande Frequenti

Cos’è un gruppo d’acquisto?

Un gruppo d’acquisto è sostanzialmente un gruppo di persone che, anche in maniera informale, sceglie di unirsi per fare gli acquisti direttamente dai produttori, saltando tutta la catena distributiva.

E cos’è un GAS?

Un GAS è un gruppo d’acquisto solidale. A differenza di un gruppo d’acquisto semplice pone, nei modi relativi agli acquisti da fare, e nelle relazioni nel gruppo e tra il gruppo e i produttori, in primo piano l’elemento di solidarietà: l’acquisto è un atto “sociale” che definisce rapporti e modi di porsi rispetto agli altri.

 E cos’è un GAP?

Il GAP è un gruppo d’acquisto popolare è la versione “popolare” del GAS. Il focus è soprattutto sui prezzi bassi a favore di chi acquista.

 E cos’è un GAT?

Il GAT è un gruppo d’acquisto temporaneo: in realtà in questo caso il gruppo non è una struttura “stabile”; le persone si uniscono di volta in volta in base all’acquisto da realizzare. Generalmente tali gruppi d’acquisto vengono temporaneamente formati per comprare prodotti non alimentari, dai computer alle automobili.

Su quali basi si crea un gruppo d’acquisto?

I principi sono fondamentalmente due: la prossimità geografica di chi vi fa parte e gli intenti che si dà il gruppo.Si possono creare gruppi d’acquisto tra persone che lavorano nello stesso posto, che vivono nello stesso condominio o quartiere, che frequentano lo stesso centro sportivo, la stessa scuola, la stessa università, lo stesso gruppo teatrale, la stessa associazione o che hanno un motivo qualunque di incontro.

E’ possibile creare gruppi d’acquisto che comprano solo prodotti biologici o che fanno una scelta vegetariana, che acquistano solo prodotti locali o che decidono di scegliere i produttori di riferimento secondo criteri equosolidali o, ancora, secondo criteri del tutto propri. Non c’è una regola, ogni gruppo è libero di decidere.

Meglio creare un gruppo nuovo o associarsi ad uno esistente?

Anche per questo non vi sono regole, non esiste un “piano regolatore” dei gruppi d’acquisto. Come in tutte le cose bisogna capire se è più utile creare un gruppo d’acquisto o associarsi. Le domande che bisogna farsi sono: esiste già un gruppo al quale posso partecipare abbastanza agevolmente? se creo un gruppo d’acquisto invece che associarmi, quante persone riesco a “recrutare”? il gruppo d’acquisto cui voglio partecipare condivide le mie idee sulle tipologie d’acquisto?Sintetizzando: è sempre meglio verificare se c’è già un gruppo che ci sembra adatto, altrimenti si può provare a crearene uno!

Quanto costa creare un gruppo d’acquisto?

Niente.

E’ necessario creare un’associazione per creare un gruppo d’acquisto?

Non è necessario, ma se si vuole creare un’associazione nulla lo vieta.

Che competenze bisogna avere per aprire un gruppo d’acquisto?

Nessuna, solo buona volontà ed entusiasmo.

A quali oneri fiscali deve adempiere un gruppo d’acquisto?

Non vi è alcuna differenza rispetto all’acquisto al supermercato: si acquista la merce e si paga il produttore che emette scontrino o fattura.

Esiste una normativa di riferimento per i GAS?

Nel 2008 è stata approvata la legge finanziaria con alcuni commi che riguardano i GAS. In realtà tali commi non aggiungono né tolgono nulla rispetto alla situazione precedente. Semplicemente affermano che i gruppi d’acquisto solidali esistono!Riportiamo di seguito i commi d’interesse:

Articolo 1 – Commi 266-268
Gruppi di acquisto solidale.
Istituiti i gruppi di acquisto solidale.
Le loro attività rivolte agli aderenti non sono commerciali ai fini Iva

266.
Sono definiti «gruppi di acquisto solidale» i soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e di vendita.

267.
Le attività svolte dai soggetti di cui al comma 266, limitatamente a quelle rivolte verso gli aderenti, non si considerano commerciali ai fini dell’applicazione del regime di imposta di cui al decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 4, settimo comma, del medesimo decreto, e ai fini dell’applicazione del regime di imposta del Testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

268.
All’onere derivante dalle disposizioni di cui ai commi 266 e 267, valutato in 200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5, comma 3-ter, del decreto legge 1º ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244.