ADDITIVI ALIMENTARI tratto da Altroconsumo

Le principali categorie di additivi

Gli additivi, a seconda della loro funzione, sono suddivisi in categorie e a ognuno è associato un codice, generalmente composto da una E seguita da 3 o 4 cifre. Il codice è valido in tutta Europa.

Coloranti da E 100 a E 180
Vengono utilizzati per attribuire agli alimenti un aspetto più colorato.
La dicitura “coloranti naturali” non significa che provengono dagli ingredienti dell’alimento, ma vuol dire semplicemente che si trovano in natura. Questi additivi sono inutili ed ingannevoli. Certi coloranti possono provocare allergie in persone sensibili. Recentemente alcuni coloranti sono stati associati al deficit di attenzione nei bambini. Per questo una norma europea impone, dallo scorso mese di luglio 2010, che un’avvertenza a tal riguardo venga riportata sull’etichetta dei prodotti che li contengono.
Questi i coloranti sospetti: tartrazina, giallo di chinolina, giallo tramonto FCF (giallo arancio S), azorubina (carmoisina), ponceau 4R (rosso cocciniglia A), rosso allura AC..

Conservanti in genere e gli additivi con il codice da E 200 a E 285
I conservanti sono sostanze che prevengono la proliferazione di batteri, muffe e lieviti responsabili del deterioramento degli alimenti e sono utili in alcuni casi ben precisi. Per esempio, una piccola quantità di solfiti, decisamente minore rispetto ai livelli consentiti dalla legge in vigore, è accettabile nel vino, perché garantisce una stabilità migliore.
I legislatori europei hanno agito con permissivismo, autorizzando l’utilizzo di conservanti anche in alimenti ed in dosi non strettamente necessarie. In conclusione, si può dire che i conservanti sono solo a volte indispensabili. Alcuni possono provocare reazioni allergiche.
Esempi: acido sorbico, acido benzoico, nitrati e nitriti, anidride solforosa, nisina.

Antiossidanti e acidificanti e gli additivi con il codice da E 300 a E 385
Gli antiossidanti sono utilizzati per frenare il deterioramento degli alimenti causato dal contatto con l’ossigeno dell’aria. Il più utilizzato e noto è l’acido ascorbico o vitamina C (E 300). Gli acidificanti, invece, aumentano l’acidità degli alimenti per prolungare la conservazione o per ragioni di gusto (per esempio, caramelle acidule). La maggior parte degli antiossidanti e degli acidificanti è accettabile e persino utile in certi casi ma senza abusarne. Esempi di antiossidanti: acido ascorbico, tocoferoli. Esempi di acidificanti: acido citrico, acido lattico, acido tartarico, acido fosforico, acido adipico, acido succinico.

Emulsionanti e addensanti e gli additivi con il codice da E 400 a E 495
Sono compresi anche i gelificanti e gli stabilizzanti. Tutte queste sostanze sono utilizzate per dare consistenza a un prodotto o per mantenerla. Il loro utilizzo è, a volte, giustificato: negli alimenti light, gli emulsionanti e gli addensanti permettono di sostituire con l’acqua ingredienti calorici. Più spesso servono per mascherare l’assenza di ingredienti di base (uova nei gelati o maionese).
Alcuni addensanti sono riconosciuti come allergeni (per esempio, la gomma di guar).
Esempi: alginati, difosfati, trifosfati e polifosfati, pectine, gomma di guar, farina di semi di carrube, mono e di gliceridi degli acidi grassi.

Esaltatori di sapidità da E 620 a E 640
Questi additivi, i più noti dei quali sono i glutammati, servono a intensificare o a modificare il gusto degli alimenti: potrebbero mascherare carenze di gusto e quindi una qualità scadente degli alimenti. Il glutammato si può ritrovare in una quantità vastissima di prodotti alimentari e questa assunzione elevata giornaliera può provocare intolleranze anche in chi non è comunemente sensibile a questo additivo.
Esempio: glutammato, inosinato, guanilato.

Edulcoranti artificiali da E 950 a E 967, E 420, E 421
Sostituiscono gli zuccheri in alcuni prodotti light come le bibite, i nettari, la gomma da masticare, alcuni dolci, la birra, gli yogurt… Sono accettabili in alcune circostanze (per esempio, per le persone che non possono consumare zuccheri), ma il rischio, soprattutto per i bambini, è che si raggiunga molto rapidamente la dose giornaliera autorizzata per esempio nel caso dei polioli.
Esempi: ciclamati, sorbitolo, xilitolo, aspartame, saccarina, maltitolo.


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